Intervista a Alessandro Ceni

Come rivoluzionò James Joyce la letteratura?

L’innovazione di James Joyce è soprattutto linguistica e non strutturale. È una rivoluzione che ha radici nella tradizione, con il fine di rifondarla; imprescindibile è la conoscenza delle fondamenta, per poter proporre qualcosa di nuovo, così non accadde per il Futurismo, fenomeno che si esaurì in breve tempo, poiché tagliò definitivamente le radici.
Ritornando all’Ulysses, Joyce mantenne la struttura del romanzo ottocentesco, anche per quanto riguarda i dialoghi, tranne che per il monologo finale di Molly.
Da un punto di vista linguistico, creò un “impasto” di tante lingue diverse (irlandese, italiano, francese, latino), per far sì che ne uscisse un flusso continuo di parole che catturassero il lettore e lo portassero dentro fino a sentire di farne parte.

L’essere “un poeta prestato alla traduzione” influisce sulla sua attività?

Noi poeti abbiamo una marcia in più rispetto ai traduttori perchè cogliamo più facilmente le sfumature, ritmo, e musicalità di un testo. Questa raffinata sensibilità è un vantaggio ma anche una condanna, perchè porta alla costante insoddisfazione e al timore che il lavoro svolto non sia all’altezza dell’originale.
Nel mio caso, l’essere poeta mi ha permesso di scegliere gli autori da tradurre in base alle mie passioni.

Come spiega la scelta del titolo “Ulysses”?

Odissea della lingua. Atto eroico di esistere (ognuno eroe della propria vita.)

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Nicola Fano- Translation into English

Nicola Fano, the Italian playwright and drama-critic, was born in Rome in 1959. During his life, he developed an interest in literature which led him to pursue the journalistic career. He has published, among his most important works, “Le maschere italiane (il Mulino, 2001), La tragedia di Arlecchino (Donzelli, 2012)” and he has edited “Teatro di varietà” by Ettore Petrolini (Einaudi).
The morning meeting has been preceded by the presentation of his latest book “Andare per teatri (Il Mulino, 2016)” which has taken place at the bookshop “Les Bouquinistes (via Canellieri)”. The students of secondary school F.Pacini in Pistoia and their teacher Mr. Giuseppe Grattacaso have curated the event ,within the project “Il dolce rumore della Vita”, which has collected more than 300 bookings.

Intervista a Nicola Fano

 

Come emerge il contrasto tra padri e figli nelle opere di Shakespeare ?
In un’ opera come l’ “Amleto” è particolarmente evidente il rapporto contrastato tra padri e figli, basti pensare al protagonista che vive come proiezione della vita del padre. Amleto,che non casualmente porta lo stesso nome del padre, dopo essere stato esortato dal fantasma di quest’ultimo, si sente in dovere di vendicarne la morte e rinunciare alle propri passioni per adempiere al suo dovere di figlio.
Oppresso dagli obblighi, Amleto lotta per differenziarsi e realizzarsi indipendentemente.

Com’era Shakespeare come padre?
Ebbe tre figli : Susanna, Judith e Hamnet. Lui detestava Judith, non voleva andare a scuola in quanto facoltativa per le donne. Il padre non le lasciò niente in eredità
In realtà Shakespeare era più figlio che padre e ciò emerge in Amleto che è la proiezione di se stesso.
Il padre, John Shakespeare, morì nello stessa anno della morte di Hamnet. Era un contadino diventato commercianti a Streadford e quando William andò a Londra, gli chiese di farlo diventare gentleman ma william non volle. Egli pensava che fosse simbolo di vanità poiché il titolo si trasmetteva di padre in figlio. Il padre insistette e un anno prima della sua morte ottiene il titolo.

È possibile definire Amleto come uomo rinascimentale?
Amleto è il massimo esempio dell’eroe rinascimentale . Anzi, è la quintessenza dell’uomo moderno , consapevole dei propri limiti , incertezze e fragilità.

NICOLA FANO

Nato a Roma nel 1959, Fano ha sviluppato nel corso della sua vita un interesse per la letteratura che lo ha portato ad intraprendere la carriera giornalistica. Specializzatosi poi come storico ed autore teatrale ha pubblicato, tra le opere più importanti, “Le maschere italiane” (il Mulino, 2001), “La tragedia di Arlecchino” (Donzelli, 2012) ed ha curato “Teatro di varietà” di Ettore Petrolini per Einaudi. L’incontro mattutino è stato preceduto dalla presentazione del suo ultimo libro “Andare per teatri” (il Mulino, 2016) tenuta alla libreria Les Bouquinistes di via dei Cancellieri alle ore 18:00 di lunedì 9 ottobre. L’evento, curato dagli studenti dell’Istituto Pacini e dal professore Giuseppe Grattacaso in ambito del progetto Il Dolce Rumore della Vita, ha raccolto più di 300 prenotazioni. Si consiglia caldamente la partecipazione anche ai seguenti incontri finalizzati all’ampliamento delle conoscenze in ambito letterario.